L’olio extravergine di oliva biologico Sicilia DOP Valli trapanesi

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L'olio extravergine di oliva biologico Sicilia DOP Valli trapanesi

La raccolta 2019

Scende la sera sulla campagna trapanese, gli ultimi raggi di sole illuminano le chiome degli ulivi nelle tenute di Borgo Guarini e Baglio Sorìa; si è conclusa la raccolta delle olive dalle quali nascerà l’olio extravergine di oliva biologico Firriato.

Un’annata in crescita per l’agro di Trapani, sia sotto il profilo quantitativo, grazie all’aumento di produzione rispetto allo scorso anno, che sotto quello qualitativo, grazie a un olio extravergine di grande finezza.

Dopo un 2018 risultato il meno ricco dell’ultimo trentennio, tornano così a un regime produttivo di valore, nonostante permanga un lieve calo nel carico d’olive rispetto alla produzione standard: le cause vanno rintracciate nelle temperature rigide e nei picchi di umidità registrati durante il mese di maggio, che hanno ritardato la fioritura e, insieme ai venti sciroccali dei mesi estivi, hanno determinato una bassa allegagione delle piante. Tuttavia, proprio grazie a questo andamento climatico, le olive non hanno subito gli attacchi della mosca dell’olivo, fattore decisivo per la straordinaria qualità dell’olio evo di quest’anno.

Le tre cultivar del blend

Unite in blend, le tre varietà allevate nelle tenute di Borgo Guarini e Baglio Sorìa e che compongono l’olio extravergine d’oliva biologico Dop Valli Trapanesi sono Nocellara del Belice, Biancolilla e Cerasuola. Vengono prodotte interamente in regime di agricoltura biologica, compresa la recente fase di raccolta effettuata a mano tramite la pratica della brucatura.

Per la cultivar Nocellara del Belice, il clima e il suolo della zona contribuiscono a produrre un olio dal colore verde intenso con riflessi dorati; al palato, questa varietà rivela sensazioni amare e piccanti, mentre al naso presenta sentori di carciofo, pomodoro e mandorla, peculiarità di un fruttato medio-intenso. Infine, le caratteristiche chimiche – come l’acidità volatile molto bassa, in genere inferiore a 0,5%, il basso numero di perossidi e l’alto contenuto in polifenoli – sono quelle dei migliori oli extravergini al mondo.

La cultivar Biancolilla, rispetto alla precedente che è caratterizzata da basse rese, è un più generosa sotto il profilo produttivo. L’olio extravergine che se ne estrae è di colore verde chiaro con riflessi gialli, mentre al gusto, delicato e tendente al dolce, si presentano note di mandorla, pomodoro e sfumature di carciofo che lo classificano come fruttato.

La Cerasuola, una delle cultivar più diffuse in Sicilia e tipica della provincia di Trapani, è la componente preponderante del blend di Firriato. Caratterizzata da un ottimo rapporto tra polpa e nocciolo, è una cultivar dalle rese generose che, nel rapporto kg di olive/litri d’olio, raggiunge facilmente quote del 20%. L’olio extravergine che se ne ricava ha un colore verde intenso, specie se le drupe vengono raccolte precocemente, e presenta una fragranza piuttosto spiccata di erba fresca e pomodoro, con prevalenza di amaro e piccante. Se le olive raccolte sono ancora verdi, a spiccare sono le sensazioni di peperone verde e carciofo, che classificano l’olio prodotto tra i fruttati di grado medio o intenso. Invece, se la maturazione delle olive è più avanzata, il fruttato risulta ancora più spiccato, con una tonalità molto aromatica di pomodoro maturo e di timo. Come quello prodotto dalla Nocellara del Belice, quest’olio è ricco di polifenoli ed è di bassissima acidità volatile, caratteristiche che lo dotano di una buona longevità. Infine, il suo contenuto di beta-carotene, grassi insaturi e tocoferoli gli conferisce un’efficace azione antiossidante.

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