BORGO GUARINI:
L’AGRICOLTURA MILLENARIA IN SICILIA
Per primo il paesaggio, morbido e sinuoso, e a ogni passo la storia di una tradizione millenaria, una tradizione di fatica e sudore, carica di passione contadina. Poi la vastità, la più grande tra le Tenute agricole di Firriato, e una complessità di condizioni pedoclimatiche che coesistono con un eccezionale eclettismo orografico. È questa ricchezza a rendere Borgo Guarini un areale unico: dei dodici ordini di terreno esistenti al mondo, di cui sette in Sicilia, ben tre – l’Entisuoli, l’Inceptisuoli e il Vertisuoli – sono presenti su questo nucleo d’alta collina che degrada verso il piano alluvionale di un torrente. Il Nero D’Avola, impiantato in tre zone diverse del Borgo, dà uno dei migliori frutti di questa bontà orografica che permette di avere più territori per un solo vitigno, un vino di una purezza assoluta che prende il nome di Harmonium, emblema del rinascimento enologico dell’isola.
Borgo Guarini
Vendemmia
Lo Zibibbo matura per primo, ad agosto, tra la seconda e la terza decade. I grappoli vengono raccolti a mano, non si può compromettere l’integrità degli acini. Nei circa quaranta giorni successivi, mentre si disidratano e appassiscono sui graticci del giardino, le altre varietà impiantate raggiungono piena maturazione.
Borgo Guarini
Pratiche agronomiche
È sui graticci del “giardino degli appassimenti” che nasce Ecrù, una delle etichette top di Firriato. Lo Zibibbo che genera questo passito, alla piena maturazione, assume un particolare colore ambrato, diverso da quello delle isole minori, come se questo vitigno e Borgo Guarini avessero scelto di intrecciare il proprio destino.
Borgo Guarini
Produzione olivicola
La ricchezza della Tenuta è tale che Firriato dispone di ettari di terreno coltivati a ulivo, sempre in seno al biologico certificato. Cerasuola e Nocellara sono cultivar endemiche della zona. Raccolte manualmente, le olive vengono assemblate per produrre un olio extra vergine d’oliva non filtrato e macerato a freddo.