Baglio Sorìa: lo sguardo infinito.

Baglio Sorìa è la tenuta agricola di 110 ettari a pochi chilometri da Trapani, nella Sicilia occidentale, da cui è cominciato negli anni ‘80 il grande sogno della famiglia Di Gaetano. Siamo in uno degli angoli più autentici e affascinanti della Sicilia, i vigneti si inseriscono armoniosamente in uno scenario naturale mozzafiato confinante con la riserva naturale delle saline di Trapani e Paceco. Luogo di naturale passaggio migratorio di fenicotteri e cicogne, pascolo naturale di cavalli allo stato brado circondato da una teoria di alti eucalipti. Ma non bastano questi elementi eccezionali per descrivere Baglio Sorìa perché a questo scenario di naturale bellezza si aggiunge imponente la presenza del monte Erice che sovrasta da poco più di sei kilometri a nord la tenuta e, mentre l’attenzione è rapita dalla forza del monte, custode del borgo medievale di Eice, basta volgere lo sguardo a est per scoprire la forma dolce e sinuosa delle Isole Egadi, un vero e proprio paradiso terrestre. Il vento soffia costantemente su queste terre prevalentemente da sud portando fino all’entroterra i benefici della brezza marina del Mediterraneo. A Baglio Sorìa l’irraggiamento solare è potente, la potatura della vite deve essere attentissima per ogni singolo grappolo affinché le foglie possano proteggere il frutto e consentire una perfetta maturazione polifenolica. 
Qui batte il cuore pulsante della produzione Firriato, con i suoi i vigneti, col verde tenero e lucente dei germogli, gli ulivi secolari e il viale di palme. Baglio Sorìa è indiscutibilmente la tenuta più ricca di fascino della famiglia Di Gaetano e da questi vigneti è partito il progetto di valorizzazione delle biodiversità rappresentato dai vitigni storici e dall’habitat che vive nelle campagne siciliane. Con suoli franco argillosi di matrice calcarea, ben strutturati e ricchi di potassio, i vigneti di Firriato a Baglio Sorìa sono impiantati ad un altitudine di circa 120 metri sul livello del mare, con orientamenti differenziati e microclimi differenti che difficilmente si trovano in un unico contesto. In un regime di stress idrico controllato che si manifesta con un apporto d’acqua ridotto, Firriato dà un serio contributo alla eco sostenibilità delle falde acquifere. Le singole piante crescono in un regime naturale, gestite in modo da non caricarle troppo e disporre di una resa per ceppo che favorisca una maggiore qualità del frutto. Questa scelta di rispetto del territorio, questa capacità di ricevere dalla terra solo le uve “vere”, quelle che ogni singola vite produce senza forzature alla ricerca di un equilibrio instabile, si ritrova appieno nelle caratteristiche dei vini che nascono a Baglio Sorìa. Questa coerenza è data dalle scelte agronomiche che Firriato ha voluto per i vigneti di Baglio Sorìa, un contesto produttivo in cui convivono differenti esposizioni e suoli, dove il vento è presente in forma costante e lo scarto termico tra giorno e notte – soprattutto nella stagione di accrescimento e maturazione del grappolo – assume un ruolo fondamentale nella maturazione polifenolica. Le pratiche colturali sono sempre scrupolose e tengono conto di questa complessità. In linea generale, sia per irraggiamento solare che per la presenza del vento, le piante conservano molta vegetazione ricoprente, in modo che i grappoli abbiano una temperatura più bassa rispetto a quella riscontrata sulle superficie delle foglie direttamente esposte al sole. A Baglio Sorìa la fioritura delle piante avviene tra fine maggio e inizi giugno. Si protrae per circa 2 settimane in dipendenza dalle condizioni meteorologiche in cui avviene e si completa la fioritura di ogni singolo grappolo. Il singolo fiore completa la fioritura in 2-3 giorni, un grappolo in una settimana, una pianta in 10 giorni, un vigneto anche in 15 giorni. Le condizioni di tempo caldo e soleggiato accelerano il fenomeno, il freddo e la pioggia lo rallentano. In questa fase così vitale per la pianta, lo sforzo è massimo e le attività di gestione del vigneto si concentra sul monitoraggio della allegagione che consente di fare già una stima quantitativa della produzione per singola pianta e se è necessario procedere ad un riequilibrio della resa. I terreni di questa tenuta non conoscono diserbanti, non hanno mai ricevuto fertilizzazioni chimiche; durante la stagione invernale solo il pascolo naturale di mandrie di pecore che attraversano quei terreni nutrendosi delle erbe spontanee che nascono nel vigneto e del favino utilizzato per l’inerbimento. Ovini e caprini, al loro passaggio, depositano un concime naturale che apporterà il giusto nutrimento a ogni singola vite. Le lavorazioni dei terreni sono quelle classiche con la rottura dei terreni a fine inverno inizi primavera, l’inerbimento e il successivo taglio delle erbe spontanee a cui segue il sovescio a inizio estate. In questa tenuta Firriato ha impiantato Nero d’Avola, Catarratto, Cabernet Sauvignon e Cabernet Franc, Merlot, Chardonnay e Syrah, vitigni autoctoni e internazionali che convivono in un unico contesto agricolo ed esprimono pienamente la filosofia di Firriato: valorizzare le unicità che ogni singolo vitigno esprime proprio perché cresce e produce in quel territorio. Il tipo di allevamento scelto è quello a controspalliera con cordone permanente speronato con una densità per ettaro che differisce leggermente, andando da un minimo di 4500 piante per arrivare ad un massimo di 5000 piante per ettaro. Anche le precipitazioni sono in linea con le medie espresse da questo territorio siciliano. Concentrate nei mesi invernali e primaverili e a cui segue una stagione relativamente asciutta e più calda ma che, solo nel mese di agosto, registra picchi di calore che, a volte, richiedono l’intervento con irrigazioni di soccorso.
La Vendemmia è un rito che si ripete ogni anno e su cui si è andato formando uno staff tecnico che può oggi vantare una conoscenza dei vigneti di famiglia davvero esemplare: il calendario delle attività colturali segue di pari passo il monitoraggio delle diverse fasi di crescita delle piante, dalla germogliazione sino alla maturazione dei grappoli. La comparazione dei dati, vendemmia su vendemmia – con andamento climatico regolare e nella media – rende possibile una previsione di inizio raccolta – per singolo vitigno impiantato. A metà luglio, per le varietà più precoci, inizia la fase di osservazione a cui seguirà la campionatura degli acini per vigneto o per particella specifica che, nelle precedenti annate, ha avuto comportamenti differenti. Solo l’assaggio dell’uva e l’analisi fisico chimica del singolo campione operata in laboratorio daranno l’avvio alla vendemmia che, in alcuni vigneti, anche sulla stessa varietà, potrà far registrare più passaggi. La raccolta è manuale e tutte le uve di Baglio Sorìa godono della certificazione biologica. La prima varietà ad essere vendemmiata è lo Chardonnay, generalmente subito dopo ferragosto ma è sempre possibile un piccolo anticipo. Segue il Catarratto, raccolto e portato in cantina tra la prima e la seconda decade di settembre. Nello stesso periodo maturano le uve di Cabernet Sauvignon a cui segue il Merlot, raccolto tutto entro la seconda decade di settembre, insieme al Nero d’Avola . Chiude il Cabernet Franc ultimo a raggiungere la maturazione ottimale.
Lo scrigno custodito in questo areale non si esaurisce nel paesaggio e nei vigneti: a mezza costa c’è infatti il baglio seicentesco, con la sua architettura esemplare di un organizzazione sociale e di un stile di vita che ha contraddistinto i territori della Sicilia più occidentale. Il Baglio era il luogo di lavoro e di vita delle comunità rurali, il punto di riferimento di uomini e donne che hanno condiviso, di generazione in generazione, un modo di essere dei siciliani e della Sicilia. Il Baglio è costituito dalla casa padronale, dalle botteghe per le lavorazioni artigianali, dalle abitazioni dei contadini e da una piccola chiesetta, nel segno di una spiritualità e di una devozione che la cultura contadina non ha mai cessato di esprimere. La Famiglia Di Gaetano ha deciso di valorizzare questo luogo, custode della civiltà agricola siciliana, realizzando un progetto di recupero e di valorizzazione delle strutture esistenti e creando un polo culturale dedicato al mondo del vino, all’enoturismo e al piacere di scoprire, attraverso un percorso multimediale interattivo, la cultura antichissima del vino siciliano. Anche in questo caso – con la stessa attenzione avuta sull’Etna per la struttura dell’antico palmento e della casa padronale – si è provveduto al restauro filologico del Baglio e di tutti gli edifici che lo compongono, restituendolo all’antico splendore. Le tecnologie utilizzate,in linea con le soluzioni ricostruttive adottate, fanno di Baglio Sorìa un punto di riferimento delle architetture eco-sostenibili realizzate in Sicilia. All’interno del Baglio oltre agli ambienti che ospiteranno l’originale allestimento Museale, l’area dedicata alla degustazione dei vini, gli uffici direzionali e la foresteria dell’azienda agricola. Proprio per rimarcare questo legame con l’antica struttura che domina tutto Baglio Sorìa, Firriato ha deciso di portare a frutto anche gli otto ettari di oliveti, impiantati con le varietà autoctone di cerasuola e biancolilla, per mantenere vivo il legame con il retaggio del passato e per non perdere la bellezza e la ricchezza del patrimonio agricolo che fa parte della Tenuta. È qui che nasce l’Olio Firriato, un extravergine d’Oliva particolarmente raffinato in grado di esaltare i grandi piatti della cucina di marca mediterranea.

La Wine Experience in stile Firriato

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Nuovo resort, nuovo concept, nuovo meraviglioso lavoro di recupero di uno spazio antico in uno degli angoli più autentici e affascinanti della Sicilia occidentale. Tutto questo è Baglio Sorìa Resort & Wine Experience, il nostro nuovo hotel dell’agro di Trapani pensato per offrirvi un soggiorno elegante nella pace di uno scenario naturale di rara bellezza.

Il resort è nei pressi di Trapani e nasce dal nostro desiderio di recuperare un antico baglio seicentesco, simbolo della passata organizzazione sociale di questa parte di isola. Con le tecnologie utilizzate e le soluzioni ricostruttive adottate, il Baglio Sorìa Resort & Wine Experience è diventato un punto di riferimento delle architetture eco-sostenibili realizzate a Trapani e in tutta la Sicilia.

Fra tradizione e contemporanietà, il Baglio si inserisce nella categoria dei resort trapanesi come una struttura ricettiva accogliente e in grado di regalarvi giornate rilassanti e piene di tutto il calore siciliano.
Abbiamo pensato a voi come ospiti che ci piacerebbe rivedere al nostro resort di anno in anno, di evento in evento, di stagione in stagione.
Per questo, qui, trovate il comfort di camere spaziose e arredate con gusto, i sapori della cucina trapanese, la freschezza marina, il benessere dato dai nostri servizi: dalla piscina panoramica con solarium alle cooking class del nostro chef, fino ai suggestivi percorsi sensoriali che raccontano la nostra storia, come famiglia e come produttori del vino Firriato.

Fa il resto il verde dei vigneti e degli ulivi che circonda il resort al confine con le Saline di Trapani e Paceco, e che vi fa assaporare la meraviglia di un territorio da esplorare e di cui ammirare i suoi panorami mozzafiato.



I suoli di Baglio Sorìa sono caratterizzati da un’elevata dotazione in elementi minerali che assicurano e garantiscono buona struttura al terreno. I vitigni, sia bianchi che rossi, trovano le condizioni ideali per generare grandi vini.
I vini
I Vitigni internazionali come Syrah, Cabernet e Merlot a Sorìa riescono a esprimere al meglio le proprie potenzialità qualitative. Le favorevoli condizioni pedoclimatiche assicurano una sincronia tra maturazione zuccherina e fenolica. Il Syrah (presente nel Sant’Agostino Rosso) risulterà particolarmente caratterizzato da tannini eleganti e mentre sul fronte dei bianchi, l’autoctono Catarratto (presente nel Santagostino Bianco) è senza dubbio la cultivar che maggiormente ha saputo adattarsi alle specifiche condizioni pedoclimatiche del luogo, mostrandosi resistente alle condizioni di stress sia idrico che termico.

Dati tecnici
Ordine: Inceptisuoli
Geologia: complesso carbonatico di origine organogena rappresentato dal monte Erice (si ritrovano: argille a marne foraminifere planctonici, intercalazioni di arenarie, calciruditi e calcareniti a grossi banchi di origine Oligocene). Sussistono formazioni “rosso ammonitiche” che sono la chiave di lettura per la produzione dei rossi di Sorìa

Pedologia
Aspetti fisici: suoli caratterizzati da una matrice argillosa, mitigata dalla presenza calcarea in grado di assicurare una buona struttura ai suoli, e una elevata dotazione in elementi minerali, dovuta alla buona capacità di trattenere elementi minerali.
Aspetti chimici: la dotazione in sali carbonatici conferisce ai suoli pH sub alcalino. Sono suoli idonei alla coltivazione di vitigni rossi e bianchi dalla grande struttura. La componente salina carbonatica e potassica conferisce alle piante un metabolismo zuccherino e polifenolico non indifferente, oltre alla capacità di regolazione delle dimensioni dell’acino e dei rapporti polpa buccia.
Aspetti Meteorologici
La poca distanza dal mare crea un pedoclima temperato e temperato dall’azione del vento proveniente dal quadrante nord.

Natura e Paesaggio
Baglio Sorìa è il centro di un contesto paesaggistico straordinario. Da quella collina si gode uno dei panorami più “aperti” dell’intera Sicilia. Nelle giornate più nitide l’occhio riesce a cogliere buona parte della costa più occidentale della Sicilia, dallo Stagnone con l’isola Lunga e Mozia che guardano Marsala a sinistra e, sul lato destro il Monte di Erice con il suo Borgo medievale. Al centro di questa visione, le isole Egadi, Favignana e Levanzo in primo piano e, sullo sfondo, l’isola di Marettimo. Sotto la collina, il degradare verso il mare delle valli, verdissime di vigna e ulivi che lambiscono il piccolo lago irriguo di Paceco, naturale approdo per stormi di fenicotteri rosa e cicogne. La presenza di questi uccelli migratori è un segnale fortemente positivo per l’intero territorio perché testimoniano una natura incontaminata e priva di inquinamento. Non meno affascinate la presenza delle saline con le vasche di raccolta dell’acqua marina che riflettono il colore del cielo e i raggi del sole. Osservarle al tramonto è un’emozione: il rosso del sole sull’acqua si espande e il tutto dura pochi attimi che invitano, dalla terrazza naturale di Baglio Sorìa, al raccoglimento e alla riflessione. Bellezza, identità dei luoghi, comunità e storia. La civiltà della vite e del vino ha segnato questi territori per sempre; basta alzare lo sguardo da Baglio Sorìa per averne una prova assoluta: vigneti, intervallati, da ulivi e strisce di terra su cui si coltiva grano. La campagna trapanese è tutto un giardino che da buoni frutti.

A Baglio Sorìa prendono vita vini che hanno fatto la storia dell’azienda: il Camelot (blend di Cabernet Sauvignon e Merlot), il Santagostino Rosso (blend di Nero d’Avola e Syrah) e il Santagostino Bianco (blend di Catarratto e Chardonnay), etichette pluripremiate che negli anni sono diventate delle vere ambasciatrici della Sicilia enologica nel mondo ma soprattutto espressione autentica delle qualità organolettiche che solo l’agro trapanese, per le sue caratteristiche pedoclimatiche, può dare. Sono vini che hanno contribuito a divulgare nel mondo il valore dell’enologia della Sicilia, hanno saputo imprimere uno stile produttivo che ha avuto la forza di rappresentare un’intera isola.