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Vitigni

Inzolia

Plinio il Vecchio, nel suo De Naturalis Historia, riporta una descrizione ampelografica che ricorda molto da vicino questa varietà, che però, nonostante l’etimologia normanna della parola (“racina soria”, a sottolinearne la tonalità dorata degli acini), non sarà realmente menzionata prima del 1600. Più avanti, nell’ottocento, gli ampelografi identificarono altre viti affini a bacca nera, ( come l’Inzolia nera o la Nzolia imperiale) ma allora, prima di essere vinificata in purezza, l’inzolia a bacca bianca, era sfruttata per la preparazione del Marsala insieme ad altre varietà autoctone, o smerciata come consumo di uva da tavola. Solo da poco ci si è resi conto del suo potenziale aromatico ai fini della vinificazione in purezza o messa in blend con altri uvaggi.

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