L’APPASSIMENTO A BORGO GUARINI

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L’APPASSIMENTO A BORGO GUARINI

E’ il completamento di un rito annuale quello che si è svolto questa mattina a Borgo Guarini, in una delle quattro tenute dell’agro di Trapani di Firriato. E’ il simbolo di una vendemmia “lunga” che si è finalmente conclusa, del volgere al termine di una raccolta d’uva – sana e bella – che ci consente di dire: è una bella vendemmia.

I grappoli di Zibibbo, raccolti tra i filari di questa tenuta, hanno raggiunto il giusto grado di appassimento. Gli acini hanno perso circa il 75% del loro peso, gli umori però sono tutti rimasti, nel cuore morbido di questi piccoli carati. I grappoli diraspati saranno condotti in cantina per dare corpo e sostanza all’Ecrù, l’Ocra ed al Passulè, attraverso l’immersione nel vino di queste uve passite, ricche e concentrate.

I grappoli per l’infusione

L’unicità di una scelta tecnica, quella dell’infusione, che in Sicilia non ha eguali e con cui Firriato ha voluto distinguersi, per alleggerire il carico zuccherino e conferire eleganza. L’uomo dell’appassimento è Mose: è lui che dall’alba al tramonto, depone i grappoli di zibibbo appena raccolti, o controlla quelli già stesi affinché venga raggiunto il giusto grado di appassimento e che, soprattutto, sia omogeneo. L’appassimento al sole e al vento dei grappoli richiede precisione ed una manualità nel “girare” i grappoli che piano piano cambiano colore, perdono acqua, concentrano umori e sostanze che ritroveremo nel prodotto finale.
Il nostro Mosé, custode del “Giardino degli appassimenti”, ha gestito l’intero e delicato processo.

L’ultimo atto a Borgo Guarini è quello del recupero dei graticci su cui vengono stese le uve, per conservarli, in magazzino, in un luogo fresco e asciutto. La vendemmia per Mosè è stata più lunga del solito, le temperature più fresche del solito, hanno determinato un allungamento nei tempi di appassimento. Il suo è stato un lavoro di precisione, condotto con scrupolo e costanza, giorno dopo giorno, senza sabati e domeniche di riposo.

Le uve stese sono state monitorate quotidianamente: ogni grappolo è stato osservato e gestito con cura, perché fosse raggiunto un grado di appassimento uniforme, senza marciumi o differenze sostanziali tra grappolo e grappolo. Il verde oro dell’uva di Zibibbo appena colta, ha lasciato il posto ad un colore bronzeo intenso e dai riflessi luminosi. Gli acini tondi e succosi sono diventati piccoli e dolcissimi. Nel deporli nelle cassette di legno aleggiava nell’aria il loro profumo intenso, forte, unico. Sono l’ultimo baluardo di Firriato per questa vendemmia 2014.

Adesso, il compito di questi grappoli, è quello di donare allo Zibibbo già vinificato tutti i sentori più autentici del sole della Sicilia, la dolcezza naturale di un appassimento lento e i profumi intensi di questa terra meravigliosa. Andranno in infusione integri così come li abbiamo curati per quasi un mese intero e queste bucce scure lasceranno nel vino tutte le loro componenti aromatiche. L’Ecrù per noi è questo. E’ il frutto di una dedizione totale per un vino passito naturale che unisce la spalla acida della prima vinificazione con la dolcezza dell’infusione. Siamo gli unici a creare il connubio tra l’uva passa e il vino.

Ed il suo colore chiaro e naturale è il simbolo elegante dello stile Firriato.

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