Firriato: Vendemmia 2020 leggero calo produttivo ma grande qualità

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Temperature al di sopra della media e scarsità di piogge durante il periodo invernale anticipano leggermente la vendemmia a Trapani e Favignana; più regolare l’Etna in cui la raccolta si è conclusa a novembre con le varietà a bacca rossa. Federico Lombardo di Monte Iato: “Annata ottima e alquanto interessante, soprattutto per i bianchi, in cui abbiamo registrato standard qualitativi sopra la media”.

Una vendemmia di spicco, la 2020 di Firriato, ricca di interessanti risultati soprattutto per quanto concerne l’aspetto qualitativo della produzione. L’annata ha risentito in generale di un andamento climatico variabile rispetto al 2019, con temperature al di sopra della media stagionale – in particolare tra i mesi di gennaio e febbraio – e una certa siccità da maggio a settembre inoltrato. Tali condizioni hanno leggermente anticipato la fase di germogliamento riducendo il processo di sviluppo ed accrescimento dell’apparato fogliare sino alla fioritura che, nell’Agro di Trapani, ha comportato una resa produttiva inferiore (circa il 30%) – per le varietà a bacca bianca in particolare – a favore della qualità: una delle migliori degli ultimi anni.

Lo sviluppo vegeto-produttivo delle piante – nonostante le condizioni metereologiche poco favorevoli e alcuni picchi di caldo registrati durante il periodo estivo – è stato ottimale con chiome perfettamente integre e una riduzione del peso medio del grappolo che ha favorito un innalzamento della qualità media con zuccheri, polifenoli e componenti aromatiche nelle uve  donando all’annata caratteristiche di ottimo equilibrio tra la componente olfattiva e gustativa in linea con le aspettative di Firriato.

Conclusa infatti la raccolta sull’Etna, si comincia a definire una visione più delineata e approfondita sulle diverse varietà vitivinicole che sembrano rispettare le premesse iniziali della maison siciliana.

“Una vendemmia davvero convincente – spiega Federico Lombardo di Monte Iato, Chief operating Officer di Firriato – che ripaga al meglio il lavoro di precisione profuso dall’azienda e, sulle varietà a bacca bianca, registriamo standard qualitativi eccelsi e un grande equilibrio tra acidità e frutto. Bene anche i rossi, in cui le note polifenoliche accentuate (nelle contrade dell’Etna in particolare), nonché un rapporto buccia polpa davvero interessante contribuiranno alla produzione di vini adatti ad evolvere nel tempo conseguendo longevità e finezza”.

Agro di Trapani

La vendemmia 2020 nelle quattro tenute dell’Agro trapanese – Pianoro Cuddia, Dàgala Borromeo, Borgo Guarini e Baglio Sorìa – è iniziata in anticipo (tra il 3 e l’8 di agosto) con la raccolta dello Chardonnay per le basi spumante – registrando un leggero anticipo dell’epoca vendemmiale di circa nove giorni rispetto all’anno precedente. Dopo lo Chardonnay sono state vendemmiate le varietà autoctone. Per le varietà a bacca rossa si è iniziata la vendemmia con la raccolta del Nero d’Avola e, in alcuni casi, Firriato ha praticato un leggero diradamento dei grappoli mettendo le piante in condizione di portare a termine i processi di maturazione in modo ottimale. La vendemmia delle uve rosse si è conclusa l’ultima settimana di settembre con la raccolta del Cabernet e del Perricone.

Isola di Favignana

La vendemmia a Favignana è iniziata tra la fine di agosto e primissimi giorni di settembre registrando un leggero ritardo rispetto ai tempi di raccolta consueti sull’Isola. Abbondanti precipitazioni, estese fino a tarda primavera e un’estate calda e ricca di sole hanno determinato un allungamento  dei tempi di maturazione delle uve, favorendo una resa ottimale delle varietà a bacca bianca come il Grillo, lo Zibibbo e il Catarratto. Nella terza decade di settembre si è poi proceduto alla raccolta delle varietà a bacca rossa, Nero d’Avola e Perricone per la produzione del Favinia le SciabicheLa produzione di uve nella tenuta di Calamoni, nonostante abbia evidenziato una leggera decrescita degli standard quantitativi, ha registrato un sostanziale aumento della qualità con uve sane, perfettamente integre grazie alle temperature (mai eccessive) e alle scarse piogge.

Contrade dell’Etna

La vendemmia sul versante nordorientale del Vulcano è stata regolare, grazie ad un andamento climatico che ha registrato temperature al di sotto della media stagionale (unica eccezione la prima decade di agosto) e abbondanti precipitazioni che ne hanno leggermente posticipato la fase di maturazione e di raccolta. Le escursioni termiche – particolarmente accentuate, specie nel periodo primaverile – hanno poi determinato una qualità particolarmente alta delle uve garantendo ai vini profili aromatici intensi e complessi. Nelle dodici diverse contrade dell’Etna in cui insistono i vigneti aziendali (circa 84 ettari), caratterizzate da un patrimonio di condizioni pedoclimatiche di straordinaria varietà, si è cominciato a vendemmiare il Nerello Mascalese per la base spumante del Gaudensius Blanc de Noir e si è proseguito, fino ad novembre inoltrato, con le varietà della DOC Etna, Carricante, Catarratto, Nerello Mascalese e Nerello CappuccioLa vendemmia anche quest’anno è stata di grande valore con particolare riferimento al Nerello Mascalese e al Nerello Cappuccio che promettono vini di lungo respiro e buona longevità.

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