PALMARES SEMPRE PIÙ RICCO PER FIRRIATO

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I nuovi riconoscimenti della critica internazionale confermano il successo del progetto produttivo della famiglia Di Gaetano, sempre più attento alla sostenibilità ambientale e valorizzare le peculiarità varietali di ciascun vitigno impiantato nei terroir più rappresentativi della Sicilia.  

I primi mesi del 2019 arricchiscono il palmares di Firriato con nuovi, importanti riconoscimenti. The Tasting Panel Magazine, tra le riviste americane più prestigiose dedicate ai wine&spirits di alta qualità, ha infatti assegnato 94 punti al Signum Aetnae Riserva 2014, vertice della Piramide della qualità  a marchio Firriato sull’Etna:  il nuovo cru della famiglia Di Gaetano, presentato in anteprima nel corso dell’ultimo Vinitaly, è destinato a diventare un Super Etna, non solo per l’esiguo numero di bottiglie prodotte (3500), ma per la capacità di restituire il concetto di complessità e di eleganza che l’Etna è oggi in grado di affermare.  Sempre parlando di vulcano, dove Firriato pratica una viticoltura di montagna in cinque diversi contesti  sul versante nordest, successo anche per le bollicine metodo classico Gaudensius Blanc de Noir, che ottiene 92 punti, e per Le Sabbie dell’Etna Rosso 2016, che ha raggiunto quota 90 punti. Analogo punteggio, infine per il Chiaramonte Nero d’Avola 2016

Ma i riscontri della critica internazionale, nel corso del nuovo anno, hanno toccato anche altri quattro vini dell’azienda siciliana. La rivista Falstaff, tra le più autorevoli testate enogastronomiche in lingua tedesca, ha premiato, rispettivamente, con 91 e 90 punti il Ribeca 2014 e il Chiaramonte Nero d’Avola 2016, confermando l’apprezzamento delle etichette della famiglia Di Gaetano presso il pubblico del centro e nord Europa.

Il Ribeca, uno dei top wine della cantina siciliana, è il frutto del lavoro pluridecennale di recupero del vitigno reliquia Perricone, di cui Firriato ha selezionato il proprio clone nella tenuta di Pianoro Cuddia, nell’agro di Trapani, dove il microclima favorisce la complessità aromatica delle uve e la concentrazione di sentori intensi ma di assoluta finezza. Il Chiaramonte Nero d’Avola è espressione invece dell’autoctono siciliano per antonomasia, allevato nella tenuta di Dàgala Borromeo le cui particolari caratteristiche ambientali si prestano a plasmare la struttura moderna di questa etichetta e il suo complesso profilo olfattivo.

 

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