L’ISOLA DI FAVIGNANA

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L’ISOLA DI FAVIGNANA

Tra passato, presente e futuro

Cenai con un piccolo pezzo di focaccia,
ma bevvi avidamente un’anfora di vino;
ora l’amata cetra tocco con dolcezza
e canto amore alla mia tenera fanciulla.

Anacreonte

Un’isola baciata dal sole, accarezzata dal vento e circondata dal mare.
Siamo a Favignana, definita “la farfalla delle Egadi” per la sua forma
sinuosa che alterna, in soli 33 km di costa, spiagge di sabbia finissima,
ripide scogliere e calette mozzafiato. Un vero e proprio paradiso terrestre a
poche miglia dalla costa siciliana.

Natura ma anche tanta storia, una storia millenaria che affonda le sue radici ai tempi dei Fenici, popolo di grandi navigatori e abili mercanti, i primi a dedicarsi alla commercializzazione del vino siciliano, facendolo diventare presto uno dei prodotti principali negli scambi commerciali in tutto il bacino del Mediterraneo.

Un ruolo di primaria importanza per l’isola mantenuto anche sotto le dominazioni successive: GreciRomaniBizantiniMusulmaniNormanni e Spagnoli.

La fortuna di Favignana è però legata alla lavorazione conserviera del tonno, sull’Isola venne infatti costruita una delle più maestose e fiorenti Tonnare di tutta la Sicilia e attorno ad essa, tra il ‘700 e l’800, ruotava la vita dei suoi abitanti.

Una regina dei mari destinata, nei primi anni del ‘900, a un triste tramonto dovuto al declino della Famiglia Florio, proprietaria della Tonnara, e allo spopolamento causato dall’immigrazione, che decretò la fine di tutte le attività economiche e agricole di Favignana. Anni di buio e silenzio, prima che l’Isola ritornasse a splendere in tutta la sua magnificenza.

Favignana è oggi una delle mete preferite da quei viaggiatori sempre alla ricerca di un contatto diretto con la natura più vera e in fuga dal turismo di massa. Un sogno a un’ora di volo dalle principali città italiane. L’antica Tonnara è stata oggetto di un sapiente restyling ed oggi è un polo museale d’avanguardia che ospita al suo interno i reperti trovati nelle isole Egadi e installazioni multimediali che illustrano i momenti e le attività più significative delle attività della tonnara.

Anche Firriato ha realizzato una sua installazione per illustrare il percorso produttivo che con il vigneto della Tenuta di Calamoni, trova una sua assoluta specificità nel terroir prescelto. Negli ultimi anni sono nati sull’isola resort di charme che non hanno alterato il fascino autentico dell’isola, mentre i ristoranti propongono una cucina che richiama l’antica tradizione legata all’antico rito della mattanza.

La Tenuta

Firriato, storico brand del vino siciliano conosciuto in tutto il mondo non poteva non innamorarsi di un contesto unico come quello di Favignana. La cantina di Paceco, in provincia di Trapani, sorge a pochi kilometri di distanza dall’arcipelago delle Egadi, da sempre il buen ritiro della famiglia Di Gaetano, fondatori e titolari di Firriato.

Nel 2009 vengono impiantati, nella Tenuta di Calamoni, cinque ettari con le varietà della tradizione siciliana: Nero d’Avola e Perricone per i vitigni a bacca rossaGrilloCatarratto e Zibibbo per le varietà a bacca bianca.

Ci sono voluti due anni per preparare i terreni, scavando nella roccia.
Il progetto della Tenuta di Calamoni a Favignana costituisce una vera e
propria viticoltura eroica di mare praticata in un terroir sorprendente
per la natura del suo paesaggio.

Qui la viticultura è definita eroica perché le condizioni per la coltivazione
della vite non sono favorevoli, ostacolate dall’azione sinergica del sole, del
mare e del vento.

Nonostante tutto, l’eccellenza vitivinicola trova a Favignana il proprio compimento: siamo in un ambiente marino, composto da terre emerse ricche di fossili: il colore rosso intenso testimonia infatti la prevalenza del ferro. Il suolo della Tenuta di Calamoni è costituito da una piattaforma di Biocalcarenite quaternaria, formatasi sotto il mare in milioni di anni e composta da fossili (conchiglie e scheletri di pesce) sedimentati ed inglobati dalla pressione che il mare esercita sul fondo marino.

La continua ventilazione, contrastando l’insorgere dell’umidità nel vigneto e garantendo nell’isola un clima secco e mitigato tutto l’anno, costituisce invece il più importante antiparassitario naturale. La forza del vento, inoltre, diffonde con la sua forza l’acqua di mare nebulizzata per tutto il vigneto creando un vero e proprio aerosol marino.

Un altro aspetto importante è quello della fertilizzazione naturale che
interviene con la presenza della Poseidonia, una pianta marina ricca di
potassio, che durante le mareggiate si deposita in grandi quantità sulla
vicina scogliera di Calamoni e che i venti del sud sollevano e spargono per
tutto il vigneto, conferendo nuove sostanze nutritive e nuovi apporti
minerali.

La Vendemmia

La Tenuta di Calamoni è il gioiello di Firriato, cinque ettari di vigneto sul versante centro-sud dell’isola, a pochi passi dal mare, nella parte più stretta della lingua di terra che guarda la costa trapanese, dominata dall’alto promontorio dell’isola.

I filari sono delimitati dai tradizionali muretti a secco che caratterizzavano il paesaggio rurale delle Egadi.

Il mare, dal lato lungo della Tenuta di Calamoni prospiciente la strada perimetrale, è a meno di 10 metri dalle prime piante. La vendemmia a Favignana si concentra nelle prime due settimane di settembre. Lo Zibibbo è la prima varietà a essere vendemmiata, poi tocca al Catarratto, al Grillo, con cui si completa la vendemmia delle uve bianche, al Nero d’Avola e al Perricone. Una volta raggiunto il grado di maturazione ottimale, i grappoli vengono raccolti interamente a mano, selezionati con cura e disposti in cassette di legno.

Le operazioni di raccolta delle uve devono essere svolte al mattino presto o al tramonto, quando i raggi solari perdono la loro potenza e le temperature si abbassano. E’ qui che comincia per gli uomini dello Staff di Firriato una vera “corsa contro il tempo” per evitare che le uve perdano le loro preziose proprietà organolettiche.

I severi vincoli paesaggistici proibiscono infatti la costruzione di una cantina di trasformazione sull’isola di Favignana, pertanto le cassette devono essere caricate sulle tradizionali imbarcazioni da pesca che dalla scogliera di Calamoni, in meno di un’ora, raggiungeranno la terra ferma per iniziare il processo di vinificazione. Le barche utilizzate, grazie alle loro dimensioni contenute, permettono una navigazione agile e veloce anche in caso di condizioni atmosferiche sfavorevoli, assicurando così che le uve giungano a destinazione il prima possibile. E’ una traversata divenuta caratterizzante per Favignana, che attrae i molti turisti ancora presenti sull’isola. Per preservare l’integrità delle uve, le cassette saranno ricoperte da teli leggeri che consentiranno la giusta aerazione dei grappoli e li preserveranno dai raggi del sole.

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