Al Vinitaly 2010 la presentazione dei due vini Cavanera Etna DOC firmati Firriato

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Si chiamano Cavanera Rovo delle Coturnie Etna Rosso DOC e Cavanera Ripa di Scorciavacca Etna Bianco DOC  i due nuovi vini – forgiati nella fucina vitivinicola dell’Etna – di Firriato.


L’azienda della famiglia Di Gaetano, ormai da alcuni anni, ha maturato un’importante esperienza in questo territorio e, con la consapevolezza di una maturità produttiva consolidata in oltre 20 vendemmie, presenta al Vinitaly 2010 questi due nuovi vini Etna DOC.

“Con questi due nuovi vini vogliamo raccontare e interpretare una parte fondamentale della Sicilia enologica d’eccellenza – rivela Salvatore Di Gaetano, Presidente dell’azienda Firriato – che poggia su di un territorio estremo e complesso, dalle enormi potenzialità, da riscoprire e valorizzare fino ai massimi livelli. Sono per noi due vini emblematici, identitari, frutto di un’importante esperienza maturata in questo magnifico territorio, con i quali vogliamo dare il nostro personale contributo per costruire un futuro di primordine per la viticoltura e l’enologia dell’Etna.”

 

E’ dalle scure terre dell’Etna a Castiglione di Sicilia, su di un vigneto di circa 11 ettari in contrada Verzella, che Salvatore e Vinzia Di Gaetano hanno trovato il giusto approdo per il loro ambito progetto vitivinicolo di montagna. In questo luogo, dalla Tenuta di Cavanera, posta su due grandi terrazzamenti, sulle pendici di nord/est del grande vulcano, prendono nome e vita i nuovi vini Firriato. Il sistema vigneto di Cavanera, servito da un’antica masseria e da due palmenti risalenti al 1600, è posto su ampie terrazze a degradare, a circa 600 metri sul livello del mare. Le terre nere di lava, il bosco che arriva alle propaggini della vigna, la teoria dei muretti a secco di contenimento, sono gli elementi di un mosaico senza tempo: un luogo dove si respira l’affascinante testimonianza della storia vitivinicola del vulcano.

 

Il vigneto è quello della tradizione: Nerello Mascalese, Nerello Cappuccio e Carricante, i vitigni principe del vulcano. L’età delle viti impiantate non è uniforme: su alcuni filari si raggiungono i 70 anni di vita, soprattutto per il Nerello Mascalese. La forma prevalente di allevamento è quella a controspalliera, con una densità di circa 4000 piante per ettaro, con sistema di potatura a cordone permanente speronato bilaterale, in modo da regolare il carico per pianta su pochi grappoli. Le rese non sono omogenee, oscillano per annata e zona dei vigneti della Tenuta Cavanera, con una media non superiore al 1,5 kg per pianta.

 

Nel 2009, sono stati impiantati due nuovi vigneti (circa 2 ettari) a Carricante (60%), Catarratto (25%) ed un’altra varietà ammessa dal Disciplinare della DOC dell’Etna.

 

L’Etna è un territorio che, sotto il profilo della produzione vitivinicola, sta vivendo una stagione nuova e intensa, meritando, con le sue straordinarie caratteristiche pedoclimatiche, l’appellativo di “Borgogna del Mediterraneo”. L’Etna – il più grande vulcano attivo d’Europa – con le sue eruzioni e le sue colate ha, nei millenni, dato vita ad un terreno ricco di scheletro e sabbie, di minerali e microelementi. Un terroir di eccezionale vocazione per la viticoltura di qualità, merito anche di un clima straordinario segnato dalle forti escursioni termiche e dalla lunga stagione vegetativa. I bianchi e i rossi che qui nascono, in quota, dalle uve della tradizione sono sicuramente tra i vini più affascinanti che oggi si possono degustare in Sicilia. Bianchi e rossi complessi, articolati, minerali, con la finezza e la profondità dei grandi di Borgogna.

 

Un territorio di frontiera, per produzioni d’alta gamma e di nicchia, ad alto contenuto di comunicazione e immagine, grazie al quale Firriato, con il suo progetto della Tenuta di Cavanera,  aspira a realizzare un processo produttivo fondato su un concetto di reinterpretazione innovativa e moderna dei vitigni autoctoni più tradizionali dell’isola e di valorizzazione di contesti produttivi unici e particolari.