Dagala Borromeo: una Sicilia, tante Sicilie.

 

Dagala Borromeo, tra le tenute agricole di Firriato nell’agro trapanese, è una realtà produttiva di 40 ettari, a 90 metri sul livello del mare. Caratterizzata dal terreno ondulato e pianeggiante, segna una distanza di circa 15 chilometri dal mare e, come accade anche per la Tenuta di Pianoro Cuddìa, i vigneti godono di un microclima asciutto, ventilato e segnato da forti escursioni termiche tra il giorno e la notte. Elemento fondante di questa Tenuta è la composizione dei suoli, di quel terroir che faccia la differenza e che costituisca davvero un arricchimento alla complessità dei vini Firriato. Ancora una volta la famiglia Di Gaetano trova nell’agro trapanese un contesto che si differenzia dalle altre tenute agricole di famiglia, spinta dalla continua ricerca di sperimentare una viticultura più attenta a cogliere appieno il significato di biodiversità  che il patrimonio varietale storico della Sicilia in forma massima esprime. Anche per Dagala Borromeo vale lo stesso approccio filosofico produttivo che caratterizza tutti i territori in cui Firriato è presente e coltiva la vite: non esiste un Nero d’Avola predefinito, non può esistere un unico modello interpretativo assoluto a cui fare riferimento, e questo vale per tutti i vitigni impiantati e per tutti i vini prodotti. E’ una dichiarazione importante contro l’omologazione, l’indistinto, la negazione stessa della territorialità. Una Sicilia, tante Sicilie. Un Nero d’Avola, tanti Nero d’Avola, e così per il Grillo, lo Zibibbo, il Perricone, il Frappato, lo Chardonnay e via dicendo. Ecco perché Firriato  dispone di una gamma di vini assai complessa ma mai sovrapposta. 
Parliamo di terreni alluvionali di natura fango-sabbiosa molto profondi che consentono uno sviluppo completo dell’apparato radicale. In questo contesto agricolo Dagala Borromeo è relativamente povera di elementi minerali ma sono terreni giovani e fertili. La ricchezza di scheletro (pietre portate dai fiumi) stimola la fertilità delle zolle dando alla pianura un colpo d’occhio rilassante favorendo, altresì, le condizioni ottimali per lo sviluppo delle giovani chiome e arricchendo  le piante di acini più grandi.

 

A Dagala Borromeo il sistema di allevamento adottato è quello dell’alberello appoggiato, si tratta di un tipo di coltivazione molto antica – un tempo diffusa nell’agro trapanese – che consente uno sviluppo più naturale della vite. Questa particolare forma di allevamento sviluppa ed accompagna  una disposizione bidimensionale della pianta con tralci orizzontali sorretti da un filo al quale la vite si adagia.  Questa forma di allevamento richiede prolungati interventi sulla pianta, dalla potatura del legno in fase dormiente per preparare il getto dei nuovi germogli, sino alla defogliazione attorno al grappolo formato, per consentire il passaggio dell’aria e un maggiore irradiamento solare. Con questa tecnica di gestione dell’apparato fogliare, soprattutto nelle aree più pianeggianti, vengono scongiurate due condizioni di rischio differenti: eccessiva umidità e temperature interne al vigneto troppo alte. La prima potrebbe far innescare patologie e funghi; la seconda, soprattutto nella fase di accrescimento del grappolo, potrebbe arrestarne il processo di maturazione. Si pratica pertanto la mazzonatura, operazione manuale di antica tradizione contadina che avviene annodando i tralci alla legatura di sostegno. Un’attività agronomica che nasce dalla tradizione con cui il contadino trapanese curava la propria vigna e che Firriato ha saputo reinterpretare in una contemporaneità che ricerca eccellenza e distinzione. Questo recupero culturale oltre che colturale, per Firriato, è  un punto d’onore, ennesima dimostrazione di una cura attenta della vite e del rispetto del territorio.

La gestione dei terreni merita qualche approfondimento a Dagala Borromeo. In terreni alluvionali con molto scheletro l’apparato radicale della vite va più facilmente in profondità, alla ricerca di nuove riserve idriche e per aumentare la superficie d’assorbimento delle sostanze nutritive. Questa condizione porta ad una sovralimentazione delle piante, mettendo in discussione quel concetto di equilibrio precario e instabile su cui è centrata l’intera viticoltura di Firriato. Su questi terreni è necessario creare competizione nei filari, con l’inerbimento senza il sovescio, e con superfici poco lavorate e arieggiate. Tenere il più compatto possibile il terreno di coltivazione del vigneto, a Dagala Borromeo riduce la solubilità delle sostanze minerali presenti nel suolo e modera la vigoria delle piante. La scienza agronomica applicata alla viticoltura non può non tenere in conto la straordinaria potenza della natura in Sicilia. Come è valso per l’Etna, il luogo dove tutto è eccesso, vale anche per questo lembo di terra trapanese. I vitigni impiantati sono Nero d’Avola per le uve a bacca rossa e l’Ansonica per quelle bianche.

Due varietà principi del patrimonio ampelografico dell’isola: il Nero D’Avola e l’Ansonica o Inzolia, nell’appellativo più siciliano. Due varietà settembrine per la raccolta dei grappoli ma che a Dagala Borromeo, possono variare, in anticipo o in ritardo, anche di una decina di giorni. In questo territorio pianeggiante gli influssi del clima giocano infatti un ruolo primario. E’ l’andamento meteorologico delle stagioni, il susseguirsi delle precipitazioni autunno/inverno (ma che a volte si spingono anche nella primavera inoltrata) l’innalzamento moderato delle temperature nei mesi più caldi che, insieme, determinano il ciclo vitale  della pianta dalla nascita dei primi germogli sino alla maturazione del grappolo. La comparazione dei dati di piovosità, irradiazione solare e di temperatura (minime e massime) registrate durante l’anno sono, per lo staff tecnico di Firriato, un punto di partenza da cui elaborare un documento previsionale ma che necessità, sempre, di una verifica sul campo. Anche per i vigneti di Dagala Borromeo interviene il monitoraggio con la campionatura degli acini, l’esame visivo e l’assaggio; il laboratorio ne controllerà il grado zuccherino e il ph, prima di avviare la raccolta dei grappoli lungo i filari che, a Dagala Borromeo, è spedita, concentrata in pochi giorni, per non alterare lo stato ottimale raggiunto nella maturazione.
A Dagala Borromeo la luce del sole durante la stagione invernale si dissolve in sfumature evanescenti. L’aria umida crea una cortina che custodisce il vigneto come uno scrigno naturale. Tutto sembra essere lontano, silente, immobile. Si deve attendere la primavera per scoprire che ci si trova in un angolo di Sicilia prezioso quanto intatto. La civiltà urbana è lontanissima da Dagala Borromeo, non si vedono case, non c’è nulla che possa interrompere una visione distesa. Il verde intenso del vigneto si integra armoniosamente coi colori di questa terra che conosce l’uomo unicamente come tutore di un antica manualità che sorregge e sostiene il vigneto con cure attente e premurose. In questo luogo così particolare si viene colti dall’improvviso desiderio di rispettare la Terra, si cammina lentamente evitando di calpestare un fiore spontaneo o un’erbetta rigogliosa, si tace per ascoltare la voce di una natura bellissima e sublime.
I vini che nascono a Dagala Borromeo non possono che essere speciali come è speciale la cura del vigneto. Sono Il Chiaramonte Bianco ( Ansonica in purezza) e il Chiaramonte Rosso (Nero d’Avola in purezza). Queste etichette sono tra le pagine più belle storia enologica di Firriato. Perfettamente integrati nella filosofia aziendale che privilegia i vitigni autoctoni dell’isola, Chiaramonte Bianco e Rosso, rappresentano un vessillo glorioso del rinascimento enologico siciliano e con eleganza e stile portano nel mondo la storia di un’isola che non si finisce mai di conoscere pienamente. La vinificazione in purezza dell’Ansonica lascia intatto il bouquet intenso e raffinato che queste uve sanno offrire mentre il Nero d’Avola si presenta potente e strutturato perfetto compagno dei piatti tradizionali della cultura mediterranea.
La tenuta è caratterizzata da un terreno ondulato e pianeggiante e i vigneti godono di un microclima asciutto, ventilato e segnato da una forte escursione termica tra il giorno e la notte. Elemento fondante di Dagala Borromeo è la composizione dei suoli, un terroir unico che conferisce complessità alla struttura dei vini che nascono in questo territorio.

 

Dati tecnici

Geologia: strati sedimentari alternati e variabilità molto alta del terreno
Pedologia: suoli giovani sottoposti ad accumuli alloctoni di detriti da erosione. Caratteristica fondamentale è la profondità che può arrivare oltre il metro e la sua composizione tendenzialmente argillosa-limosa. Ne consegue una difficile gestione agronomica che necessita l’adozione di tecniche specifiche e tempi d’intervento distinti per area. I suoli di Dagala Borromeo, dal punto di vista viticolo, inducono un elevato potenziale vegetativo con una evidente ricaduta dal punto di vista produttivo. Solo attraverso l’adozione delle giuste scelte tecniche di gestione dei vigneti sarà possibile ottenere produzioni con livelli qualitativi eccellenti. La corretta somministrazione di acqua, necessaria a supportare una corretta attività foto sintetica, risulta essere è fondamentale in considerazione delle elevate dotazioni in argille del terreno.