Borgo Guarini: l’agricoltura millenaria in Sicilia.

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Con i suoi 165 ettari è la più estesa tra le Tenute agricole di Firriato. Un nucleo di alta collina che degrada verso il piano alluvionale di un torrente. Anche qui il paesaggio è dolce, sinuoso, disegnato dal lavoro e dalla fatica del contadino. Questo areale, dove l’agricoltura affonda le radici in una tradizione millenaria, si distingue per la complessità delle condizioni pedoclimatiche che cambiano di zona in zona e per la sua varietà orografica. Borgo Guarini è esposto prevalentemente verso sud, distante circa venti kilometri dal mare e ad un’altezza variabile che va da 300 a 400 metri s.l.m.. L’escursione d’altitudine contraddistingue questa tenuta per la complessità delle condizioni climatiche che variano sensibilmente di porzione in porzione. Questa variabilità coesiste con una differenziazione orografica eclettica e pluri identitaria. Al mondo esistono dodici ordini di terreno, sei dei quali sono presenti in Sicilia e ben tre a Borgo Guarini: l’Entisuoli, l’Inceptisuoli e il Vertisuoli. Questa ricchezza orografica consente di avere non solo il giusto territorio per ogni vitigno ma addirittura più territori per un unico vitigno. E’ il caso del Nero d’Avola impiantato in tre zone diverse di Borgo Guarini che dà vita all’Harmonium. Un Nero d’Avola in purezza ottenuto da una selezione di tre Cru del vitigno che rappresenta oggi il simbolo del rinascimento dell’enologia siciliana. Un blend che racchiude in sé la migliore espressione dei tre diversi territori dove è coltivato e che, per l’appunto, si differenziano per microclima e composizione del suolo a seconda del posizionamento nella collina.
A Borgo Guarini non si può parlare di vigneto al singolare perché  l’estensione della tenuta, le differenti varietà impiantate e il risultato ottenuto dagli stessi vitigni a seconda del loro posizionamento ci consentono di parlare di vigneti nel vigneto. La tenuta è caratterizzata prevalentemente da un terreno argilloso, con molto scheletro e zone ad alto contenuto di sali minerali, che le piogge invernali sciolgono e concentrano macchiando i terreni con veri e propri affioramenti salini. La variabilità di altitudine e di esposizione solare dei vigneti aggiunge complessità e nuove importanti differenzazioni. Le escursioni termiche tra il giorno e la notte, nella stagione più calda, possono raggiungere anche i 20°C, una proprietà microclimatica che interviene positivamente sulla qualità organolettica delle uve e sul regolare ciclo di maturazione dei grappoli. Un vigneto con tanti vigneti. Questa è la realtà fattuale con cui Firriato ha dovuto calibrare l’attività di gestione della vigna differenziando, di volta in volta, approccio e scelta agronomica. Come avviene nelle zone più fertili e vocate alla coltivazione della vite, è necessario moderare la vigoria delle piante che, se non governata, porterebbe a sovrapproduzioni incompatibili con il disegno produttivo di un’azienda che ha scelto l’eccellenza. I terreni sono inerbati per sottrarre potenza e creare competizione nel filare. La potatura è stretta, lasciando poche gemme fruttifere, in modo da prefigurare rese più calibrate. Ma non tutto il vigneto è così gestito: più si scende a valle, verso il letto torrentizio e più i terreni sono fertili e rigogliosi, ed è su questi filari che, a volte, è necessario praticare il diradamento dei grappoli seguendo l’andamento della stagione. Più le temperature salgono  e più – in regime di aridocoltura – è necessario monitorare l’andamento vegeto-produttivo e lo stato vitale delle piante. Lo stress idrico non deve comunque compromettere o fermare la maturazione dei grappoli nella sua fase finale.

Le varietà di Grillo, Nero d’Avola, Cabernet Sauvignon e Zibibbo impiantate producono uve con caratteristiche qualitativamente uniformi ma con espressioni diverse per sapidità, colore, grado zuccherino e complessità  aromatica. Il Syrah è impiantato nello stesso costone collinare del Nero d’Avola e ne coglie le stesse condizioni pedoclimatiche. Il Cabernet Sauvignon è, invece,  impiantato in una zona più bassa per consentire una maturazione più lenta e costante. Su questi suoli il Grillo, che ha esigenze pedologiche particolari, trova le condizioni ideali per uno sviluppo completo della pianta e dell’apparato radicale. Le macchie argillose consentono, infatti, uno sviluppo verso il basso delle radici creando così un habitat perfetto per ottenere acini piccoli di qualità eccelsa. La ricchezza del terroir favorisce la coltivazione della vite in un regime di aridocoltura che consente alla pianta di produrre uve in quantità ridotta favorendo la qualità dei grappoli. Seguendo la filosofia della famiglia Di Gaetano, nella tenuta di Borgo Guarini, così come in tutte le altre tenute Firriato, la cura e la preservazione del territorio si concretizzano in una agricoltura biologica che viene praticata in ogni fase colturale, vendemmia compresa.

 

Vendemmia

 

E’ lo Zibibbo a maturare per prima nell’areale di Borgo Guarini. I suoi grappoli dorati raggiungono una perfetta maturazione tra la seconda e la terza decade di agosto; la raccolta avviene manualmente per mantenere integri gli acini che saranno deposti per l’appassimento sui graticci del giardino. In attesa che trascorrano i circa quaranta giorni necessari per la disidratazione degli acini, le altre varietà impiantate raggiungono la piena maturazione: il Grillo viene raccolto nella prima decade di settembre mentre il Merlot, la prima varietà a bacca rossa a maturare in questa tenuta, inizia ad essere monitorata per avviarne la raccolta dei grappoli. Il tempo vendemmiale per questa varietà internazionale non dura più di una settimana ed ha il suo cuore nella seconda decade di settembre. Poco dopo tocca al Nero d’Avola che, proprio per la ricercata differenziazione di impianti, ha tre vendemmie distinte. Infine il Cabernet Sauvignon i cui grappoli sono raccolti tra la seconda decade di settembre e l’inizio della terza.

Borgo Guarini è per Firriato sinonimo del “giardino degli appassimenti”. E’ qui infatti che vengono appassite sui  graticci le uve di Zibibbo che, dopo una fase di attenta vinificazione, danno vita a una delle etichette top di Firriato e che prende il nome di L’Ecrù.

Con questo passito Firriato esprime pienamente una filosofia metodologica che inizia dal vigneto e si conclude con l’esposizione ai raggi del sole sui graticci. Raggiunta la maturazione lo Zibibbo assume un colore ambrato rispetto a quello coltivato nelle isole minori. Questa differenza testimonia che lo Zibibbo nasce in queste zone, sulla terra ferma, e successivamente è stato impiantato nelle isole minori, come Pantelleria. Si può pertanto affermare che Borgo Guarini rappresenta il suo territorio d’elezione di questo vitigno. Non appena i grappoli raggiungono il giusto grado di maturazione, vengono sottoposti alla piegatura del rachide da mani esperte e attente. A differenza di quanto avviene nelle isole minori gli stessi vengono poi esposti al sole e al vento per circa 40 giorni. Da ogni quintale di zibibbo, dopo quaranta giorni di lento appassimento, si ricavano circa 25 kilogrammi di uva appassita, perdendo quindi circa il 75% del peso. Mani abili e pazienti curano ogni singolo grappolo, ruotandolo giornalmente per consentire una completa disidratazione di tutti gli acini. La fase successiva prevede infine una vinificazione in acciaio con pochissima chiarifica che dona a L’Ecrù un colore chiaro ed una gradazione alcoolica di soli 13,5 gradi.

Borgo Guarini profuma di Sicilia ed è un luogo incantato in cui il trascorrere del tempo ha un ritmo sfumato, lento come il ciclo naturale delle stagioni. Immerso nella macchia mediterranea, circondato da agavi che dirompono dalla terra come manifestazione di una natura poderosa e da Opuntie spinose e ricolme di frutti; il Borgo è testimone  di una civiltà contadina indissolubilmente legata alla terra. Il paesaggio che si gode da Borgo Guarini è quello di una natura in perfetto equilibrio in cui la mano dell’uomo è stata amica, attenta e rispettosa  di una biodiversità che fa convivere i pini marini con i campi di frumento, gli ulivi millenari con i filari dei vigneti. Questo è il luogo dell’attesa. Si attende la maturazione dei frutti, si attende la pioggia, si attende il sorgere del sole e il tramonto. In questo luogo affascinante si attende per 40 giorni che le uve appassiscano sui graticci per diventare naturalmente dolci e ambrate. Borgo Guarini racconta fedelmente una Sicilia contadina, custode della terra e delle tradizioni più antiche. In questo paesaggio che sembra immutabile, quasi eterno, i colori sono intensi, cangianti come la luce particolare che si irradia soltanto su uno scenario incontaminato.
Da questa Tenuta nascono vini prestigiosi: i tre Altavilla – il bianco monovarietale a base di Grillo e due rossi in purezza a base di Syrah e Cabernet Sauvignon – e l’Harmonium, un Nero d’Avola in purezza frutto di un blend di tre Cru diversi da cui si ottiene una delle migliori etichette presenti nel panorama vinicolo della Sicilia. I  Cru della Ferla, della Lepre e della Beccaccia ricoprono una superficie totale rispettivamente di 7,5ha, 1,5ha e 5ha, e prendono vita in suoli prevalentemente argillosi e in condizioni climatiche che favoriscono la loro maturazione, grazie alle rilevanti escursioni termiche tra il giorno e la notte. I Cru si differenziano per le caratteristiche organolettiche che vengono uniti in un unico calice di altissima qualità e incisiva personalità.

A completamento del patrimonio colturale di Borgo Guarini ci sono poi otto ettari di oliveti impiantati con le varietà autoctone di Cerasuola, in prevalenza, e Biancolilla che si uniscono agli ulivi di baglio Sorìa per offrire ulteriore complessità organolettica all’Olio Firriato.

Un terroir unico e irripetibile, contesto perfetto per la nascita di vini in grado di esprimere al meglio tutte le potenzialità che solo la terra di Sicilia sa regalare. La matrice argillosa caratterizza questi suoli ed è mitigata dalla presenza di sostanze (come il carbonato di calcio) che conferiscono una buona capacità drenante che contrasta il disseccamento e il decompattamento del terreno. Attraverso l’utilizzo delle opportune tecniche colturali, Firriato ha saputo ottenere dalla tenuta di Borgo Guarini vini di estrema eleganza. Non soltanto grandi rossi, come i tre cru di Nero D’Avola che compongono l’Harmonium, una delle etichette top dell’azienda, ma anche vini bianchi freschi e aromatizzati che sono diventati nel tempo simbolo stesso del rinascimento enologico siciliano.

 

Dati tecnici

Geologia: le prime formazioni calcarenitiche del complesso geologico  prepanormide, in particolare arenarie e peliti con intercalazioni di banchi quarzarenitici e carbonatici (Oligocene medio-Oligocene superiore 23-33milioni di anni fa).

Pedologia:

La caratteristica peculiare della tenuta è rappresentata dalla base argillosa sulle quali si sviluppano le collina della campagna siciliana che ospitano i vigneti di Firriato. Una successione caratterizzata in maggioranza dalla presenza di inceptisuoli.

Dal punto di vista fisico i suoli si presentano con una matrice argillosa montmorillonitica, mitigata da un duplice effetto strutturale del carbonato di calcio e dal contenuto di sostanza organica humificata. Tali caratteristiche strutturali e fisiche inducono una buona capacità drenante al suolo.

Dal punto di vista chimico le peculiarità sono rappresentate dalla presenza di carbonati di calcio in concentrazioni medio-elevate, da una scarsa dotazione salina e dalla presenza di sostanze come potassio, calcio e magnesio.

Meteorologico

La struttura collinare della tenuta crea differenti pedoclimi a seconda della quota in cui ci si trova. Spostandosi da una collina all’altra varia non soltanto la composizione chimica del suolo ma anche l’intero contesto pedoclimatico, ragione che ha indotto Firriato ad adottare tecniche colturali diverse per ogni singola pozione di vigneto.