PIANORO CUDDìA:
LA MEMORIA TRAMANDATA

Pianoro Cuddìa è esposto a nord, a 109 metri sul livello del mare. Il suolo è caratterizzato da una componente argillosa per oltre il 60% che produce un intenso stress idrico per le piante, facendo di questa tenuta, insieme alle condizioni climatiche semidesertiche, l’esponente di una viticoltura complessa. Ma è una complessità che ha permesso a Firriato di trovare le condizioni pedoclimatiche d’elezione per i suoi vitigni autoctoni, come il Perricone, dispiegati quindi su un areale di 35 ettari dalla piattaforma ampelografica così varia e così tipicamente siciliana da rivelarsi la perfetta cartolina d’un film d’altri tempi: da queste parti, non è inusuale che contadini e agricoltori, ancora oggi, facciano benedire i campi affinché non venga meno anche l’aiuto di “u signuruzzu Gesù”. Tra un maggio che inonda le colline del giallo del grano, e gli uliveti che riflettono al sole l’argento delle foglie nuove con la sulla rossa e vivace che si distende tra i suoi filari, Pianoro Cuddìa esprime appieno l’esuberante unicità enologica dell’isola.

In dettaglio

I Vini


Pianoro Cuddìa

Il Vigneto

L’argilla compatta, ricchissima di sodio, mette i bastoni tra le ruote al normale ciclo vitale e produttivo delle piante. Firriato, però, è riuscita a trasformare questo limite in un fattore favorevole e virtuoso, in grado di esaltare la complessità organolettica di una materia prima d’eccezione, pur nel rispetto delle peculiarità varietali dei vitigni tradizionali. I terreni sono quindi lavorati meticolosamente, rispondendo alla necessaria moderazione della vigoria delle piante dovuta al corredo minerale delle argille compatte, e il lavoro avviene solo dopo la potatura del legno, tra dicembre e febbraio, per poi procedere all’inerbimento di competizione. Delle irrigazioni di soccorso, durante il periodo caldo, sono a volte essenziali, ma solo per lavare la terra dal sodio affiorato. L’esposizione a nord influenza il microclima nei vigneti nell’alternarsi delle stagioni.

Pianoro Cuddìa

La Vendemmia

Il curioso, ma anche lo studioso, che voglia conoscere una delle identità più profonde della terra siciliana, troverebbe tra i vigneti di Pianoro Cuddìa ciò che cerca, perché i vitigni autoctoni che qui vi crescono sono il simbolo della filosofia che accompagna Firriato: esaltare le biodiversità rappresentate dal patrimonio ampelografico dell’isola. Ogni varietà è vendemmiata singolarmente e manualmente, assicurando una precisa tracciabilità tra porzione di vigneto e serbatoio di vinificazione; ciò rende il calendario complesso e febbrile, ma forse ancor più entusiasmante. Grillo e Cataratto; tuttavia, se l’annata climatica non è regolare e c’è stato troppo caldo, la loro raccolta viene anticipata per non perdere acidità e freschezza. A metà settembre è il turno di Nero d’Avola e Frappato, uve a bacca rossa che hanno un inizio di vendemmia simile. Al termine del mese arriva il momento del più tardivo di tutti, quel Perricone stella varietale di Pianoro Cuddìa che, in un andamento climatico regolare senza grandi eccessi di caldo, può appunto essere raccolto entro settembre.

Pianoro Cuddìa

Terroir

L’acqua, per lo sviluppo di ogni forma di vita, è l’elemento fondante. La vite non vi fa eccezione, e la consistente presenza d’argilla nei terreni di Pianoro Cuddìa comporta un elevato stress idrico per le piante, che richiedono invece ingenti quantitativi d’acqua. Firriato, fedele alla propria filosofia, ha saputo adottare in questa tenuta le pratiche colturali più idonee per garantire i massimi risultati dalla vigna senza alterare il delicato equilibrio salino del terreno, mantenendo ed esaltando nei vini tutte le caratteristiche specifiche del loro terroir di provenienza. Qui, le piante generano acini pregiati e più piccoli rispetto alla media ed è per questa ragione che i vini rossi saranno più ricchi di antociani e polifenoli, preziosi alleati della salute umana, e una varietà come il Perricone, già ricco di per sé di rasveratrolo (spazzino delle arterie e amico del cuore) trova in questa tenuta uno degli habitat migliori per la propria crescita.

APPROFONDISCI

Pianoro Cuddìa

I vini

Un luogo benedetto, Pianoro Cuddìa, autentico apogeo per qualità e varietà dei vigneti siciliani. È qui che  nascono le grandi etichette di Firriato, come Ribeca, un Perricone di purezza straordinaria dove morbidezza e intensità di frutto giocano con sentori di macchia mediterranea, tra i vini più eleganti e ambiti del panorama siciliano nonché catalizzatore di premi e riconoscimenti tra le guide più prestigiose. Poi i due Quater: il sogno di poter racchiudere in un bicchiere, sia nel Bianco che nel Rosso, gli autoctoni della Sicilia. Il Quater Bianco (blend di Grillo, Catarratto, Zibibbo e Carricante) e il fratello Rosso (blend di Nero d’Avola, Nerello Cappuccio, Perricone e Frappato) sono vini che hanno l’ambizione – raggiunta – di esprimere la complessità di una Sicilia che ha riscoperto nei suoi vitigni un futuro d’elezione.