BORGO GUARINI:
L’AGRICOLTURA MILLENARIA IN SICILIA

Per primo il paesaggio, morbido e sinuoso, e a ogni passo la storia di una tradizione millenaria, una tradizione di fatica e sudore, carica di passione contadina. Poi la vastità, la più grande tra le Tenute agricole di Firriato, e una complessità di condizioni pedoclimatiche che coesistono con un eccezionale eclettismo orografico. È questa ricchezza a rendere Borgo Guarini un areale unico: dei dodici ordini di terreno esistenti al mondo, di cui sette in Sicilia, ben tre – l’Entisuoli, l’Inceptisuoli e il Vertisuoli – sono presenti su questo nucleo d’alta collina che degrada verso il piano alluvionale di un torrente. Il Nero D’Avola, impiantato in tre zone diverse del Borgo, dà uno dei migliori frutti di questa bontà orografica che permette di avere più territori per un solo vitigno, un vino di una purezza assoluta che prende il nome di Harmonium, emblema del rinascimento enologico dell’isola.

Borgo Guarini

Il Vigneto

Vigneti nel vigneto, è questa la vera identità di Borgo Guarini, una tenuta caratterizzata prevalentemente da un terreno argilloso che le piogge invernali sciolgono e concentrano, macchiando i terreni con veri e propri affioramenti salini. La variabilità di altitudine e di esposizione solare dei vigneti aggiunge complessità e notevoli differenziazioni. Le escursioni termiche tra il giorno e la notte, nella stagione più calda, raggiungono anche i 20°C, una proprietà microclimatica che interviene positivamente sulla qualità organolettica delle uve e sul regolare ciclo di maturazione dei grappoli.

Borgo Guarini

Vendemmia

Lo Zibibbo matura per primo, ad agosto, tra la seconda e la terza decade. I grappoli vengono raccolti a mano, non si può compromettere l’integrità degli acini. Nei circa quaranta giorni successivi, mentre si disidratano e appassiscono sui graticci del giardino, le altre varietà impiantate raggiungono piena maturazione. A essere raccolto per primo è il Grillo, a inizio settembre, seguito dal Merlot, prima varietà a bacca rossa a maturare in questa tenuta, nella seconda decade del mese. Poco dopo è tempo del Nero D’Avola che, proprio per la differenziazione di impianti, è protagonista di ben tre diverse vendemmie. Chiudono la stagione i grappoli di Cabernet Sauvignon, raccolti tra la seconda decade di settembre e l’inizio della terza.

Borgo Guarini

Pratiche agronomiche

È sui graticci del “giardino degli appassimenti” che nasce Ecrù, una delle etichette top di Firriato. Lo Zibibbo che genera questo passito, alla piena maturazione, assume un particolare colore ambrato, diverso da quello delle isole minori, come se questo vitigno e Borgo Guarini avessero scelto di intrecciare il proprio destino. Una volta maturi, i grappoli vengono sottoposti al processo di piegatura del rachide da mani abituate da molte viti a riprodurre sempre lo stesso identico gesto, dopodiché, a differenza da isole come Pantelleria, vengono lasciati alle cure del sole e del vento per una quarantina di giorni. Le stesse mani ruotano quindi giornalmente ogni singolo grappolo, finché la completa disidratazione di tutti gli acini porterà a ricavare circa 25 chilogrammi di uva appassita dall’iniziale quintale di Zibibbo. La successiva vinificazione in acciaio, con misuratissima chiarifica, renderà il nostro Ecrù chiaro e leggero: è di soli 13,5 la gradazione alcolica.

Borgo Guarini

Terroir

Le peculiarità del terreno e la varietà di microclimi all’interno della stessa tenuta, sembrano eleggere Borgo Guarini a simbolo dei multiformi contrasti e influenze che, nel tempo, hanno attraversato la Sicilia. La matrice argillosa dei suoli è mitigata dalla presenza di sostanze come il carbonato di calcio, che conferiscono una buona capacità drenante che contrasta il disseccamento e il decompattamento del terreno. Firriato, ha saputo ottenervi vini di estrema eleganza, non soltanto grandi rossi, come i tre cru di Nero D’Avola che compongono l’Harmonium, ma anche vini bianchi freschi e aromatizzati, diventati negli anni qualcosa in più di un semplice vino.

Borgo Guarini

Produzione olivicola

La ricchezza della Tenuta è tale che Firriato dispone di ettari di terreno coltivati a ulivo, sempre in seno al biologico certificato. Cerasuola e Nocellara  sono cultivar endemiche della zona. Raccolte manualmente, le olive vengono assemblate per produrre un olio extra vergine d’oliva non filtrato e macerato a freddo.