Vitigni

Nerello Cappuccio

Crescendo, la chioma di questa particolare varietà va a “incappucciare” i grappoli, ricoprendoli totalmente. Da qui Nerello Cappuccio, vitigno identificato nel XVIII secolo attraverso studi ampelografici nella zona del catanese e che troviamo impiantato, seppur in percentuale ridotta rispetto all’autoctono Nerello Mascalese, a una latitudine tra i 350 e i 900 metri s.l.m. Protagonista in passato di una prospera coltivazione, venne sempre più accantonato fino a rischiarne la scomparsa; tuttavia, oggi, Firriato, in seguito allo studio di quei terroir più propizi al suo sviluppo, ne ha riconosciuto le apprezzabili qualità in vinificazione: il calice che ne deriva è pura espressione dei territori inospitali e ricchi di sostanza organica dell’Etna, il vulcano più alto d’Europa.