LA SQUADRA E GLI EROI

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Eroe

Antonio Basilicò

La vita di Antonio, come quella dei suoi compagni, è il racconto di un eroe moderno che svolge ogni giorno un mestiere nobile e antico in una terra dalla millenaria tradizione agricola. Sole, vento, pioggia, non c’è condizione climatica che possa fermare Antonio, il grande custode dei vigneti di Firriato. Il lavoro in campagna richiede fatica, sacrificio e sudore della fronte che sembrano non riuscire a scalfire il sorriso del suo volto. Sia d’estate, sotto il rovente sole siciliano, che d’inverno durante le tempeste, Antonio è nelle sue vigne per prendersene cura. Nessuno può distogliere la sua attenzione da questo momento di assoluta e magica catarsi in cui i sensi sembrano cancellare tutto ciò che lo circonda. Il labile confine tra lavoro e sfera privata sparisce e si annulla per trasformarsi in quello che lui stesso definisce il lavoro più bello del mondo.

Eroe

Vincenzo Savalli

Le filosofia produttiva adottata da Firriato nella coltivazione dei propri vigneti prevede l’assoluto rispetto del territorio in cui si opera. Una logica che nasce dagli insegnamenti degli eroi di Firriato, uomini che conoscono ogni singola porzione del territorio e nel pieno rispetto del naturale ciclo delle stagioni sanno sempre quando è il momento esatto per intervenire nel vigneto. Vincenzo trascorre la maggior parte del suo tempo nella Tenuta di Calamoni, sull’isola di Favignana, esempio evidente di una viticultura rispettosa della natura che ha saputo inserirsi in un contesto fragile e delicato, senza essere invasiva. Viso screpolato dal sole e mani segnate dagli anni della vigna, la sfida sull’isola è per Vincenzo una lotta quotidiana che non prevede né vincitori né vinti, ma semplicemente una pacifica coesistenza resa possibile grazie al rispetto della natura e della sua infinita bellezza.

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Eroe

Maurizio Catalano

Con i suoi 32 anni Maurizio è uno dei giovani della squadra di Firriato e insieme ai suoi coetanei porta sulle spalle un peso importante: tramandare nel tempo i saperi e i valori dei colleghi più anziani. E’ questa infatti una piccola comunità composta da eroi che con dignità e passione per il lavoro hanno reso grande, in Italia e nel mondo, il nome Firriato. Lo sguardo di Maurizio, come quello di tutti i giovani, è illuminato dalla speranza di chi crede in un futuro migliore senza dimenticare però gli insegnamenti del passato che ci ha preceduto. Il lavoro a contatto con i grandi gli ha dato l’opportunità di apprendere i segreti di un nobile e antico mestiere, quello del vigneron, e il suo compito sarà adesso quello di preservarli dall’oblio e non permettere che il vento della globalizzazione possa intaccare la storia millenaria di queste terre.

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Filippo Savalli

E’ una guida, il punto di riferimento riconosciuto per i più giovani, un fidato compagno di lavoro per i più grandi. Filippo è un capo nato, un istruttore attento a trasferire non solo un ordine ma e soprattutto un’esperienza di vita trentennale a fianco della famiglia Di Gaetano, nella gestione del comparto agricolo e del team di uomini che stabilmente intervengono nella gestione dei vigneti in tutte le sei tenute agricole dell’azienda. Il tratto caratteriale che lo distingue da tutti è quello della serenità e della pacatezza. Un approccio che deriva dalla consapevolezza che l’ordine, l’abnegazione, il metodo sono la stella polare del suo lavoro in Firriato. Regole che valgono per ciascun uomo del Team e che trovano in Filippo una roccia inflessibile. Metodo, ordine, abnegazione. Ovvero tutto ha un senso e un obiettivo: dare il meglio di se stessi, condividere un progetto produttivo che va oltre il semplice confine aziendale per diventare identità, storia, riconoscibilità e successo. Firriato è per lui una famiglia, una grande famiglia.

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Eroe

Mosè

Mosé porta nel suo nome un destino avventuroso, fatto di terre lontane, di viaggi e di scoperte. E’ un uomo che ha attraversato il mare per costruire, fuori dalla sua Tunisi, una vita diversa. Il suo primo approdo in Europa lo offre la Svezia, poi Danimarca e Germania, compiendo un viaggio di avvicinamento che lo porterà in Italia e, infine, in Sicilia, da Firriato. Con la camicia bianca della festa di un candore abbagliante, la pelle scura di chi al sole vive e lavora, Mosè è il tutore discreto del “Giardino degli appassimenti” ovvero di quella parte dell’Aia aziendale di Borgo Guarini su cui vengono stesi i graticci che accolgono i grappoli appena raccolti dello Zibibbo. E’ lui che gestisce il tutto. Ogni grappolo scelto e selezionato per l’appassimento, viene adagiato in modo che possa ricevere il calore naturale dei raggi del sole. E’ lui che li dispone ad arte, per far far circolare al meglio l’aria tra gli acini,. Quintali di uva stesa per centinaia di metri quadrati che ogni giorno vengono, ispezionati e girati dalle abili mani di Mosè. Curvato e con le braccia stese, non tralascia un solo chicco, nel suo veloce movimento di mani. Sembrano farfalle che si posano di fiore in fiore, a sublimare una natura prodigiosa, ricca e potente. Mosè è forte e paziente, non si perde mai d’animo. Compie le sue manipolazioni in silenzio, in quel giardino di delizie infinite che per oltre 40 giorni continuativi non cesserà d’abitare. Sono le persone come Mosè, a fa parlare di eroi, da Firriato.

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Nino Ingraldi

Nino è un risolutore, il jolly da giocare con sicurezza per superare ogni ostacolo e vincere la partita. L’Officina dei mezzi agricoli è il suo reame. Niente gli sfugge: è un programmatore dell’efficienza meccanica. Grasso e olio di gomito ed un motto che ripete come la filastrocca dei bambini: prevenire è meglio che curare. Affabile, sempre disponibile, veloce. Non si risparmia e ogni mezzo a lui affidato sa di bucato per quanto è pulito. Governa la scienza motoristica ed è un mago del Diesel. Ciò che ruota, cingola, ara, taglia, e che si muove lungo i filari non può resistergli, deve solo cedere ed eseguire, con la dolcezza dovuta, il suo compito di giornata, poco importa se tira vento e pioggia o spiri lo scirocco. Nino lo sa cosa fare. Nino è solo Nino.

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Eroe

Giuseppe Campo

Ogni giorno gli uomini di Firriato si prendono cura delle vigne nei campi, sfidando le intemperie che la natura può riservare. Questo lavoro verrebbe vanificato se non ci fossero poi gli eroi della cantina a completare l’opera, coloro ai quali è affidato il delicato compito di trasformare le uve che arrivano dai vigneti nei pluripremiati vini a marchio Firriato. Tra questi eroi c’è Giuseppe Campo che dopo 14 in azienda può vantare una conoscenza completa di tutto il processo di vinificazione. Al momento del loro ingresso in cantina è infatti l’occhio attento e vigile di Giuseppe a selezionare i grappoli migliori di ogni varietà e assicurarsi che rispecchino gli elevati standard richiesti da Firriato. Solo dopo aver superarto questi rigidi controlli, Giuseppe indirizzerà le uve a uno specifico percorso di vinificazione, in base alla varietà di appartenenza.

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Giuseppe Lentini

La sua prima volta in Firriato aveva solo 20 anni. Oggi, che di anni ne ha 39, Giuseppe segue tutti i processi di vinificazione. Una storia professionale che si intreccia a un episodio significativo della sua vita privata: ad introdurlo nel mondo Firriato è stato il cognato, eroe e modello di vita prematuramente scomparso, che dopo essersi distinto per la sua abilità in cantina era stato promosso agli uffici amministrativi. Un esempio di come in casa Firriato l’impegno venga sempre premiato. La grandezza di Firriato è stata costruita nel tempo grazie alla dedizione e alla passione dei tanti eroi che hanno trasformato Firriato in un brand conosciuto e affermato in tutti gli angoli del mondo.

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Eroe

Francesco Genovese

La grandezza di un eroe non si calcola dalla sua forza fisica ma dalla nobiltà d’animo e dalla consapevolezza che i grandi obiettivi si possono raggiungere solo con il lavoro di squadra. Francesco Genovese è uno degli eroi della cantina, segue il processo di vinificazione delle uve. Insieme agli altri compagni, in un gioco di squadra basato sul rispetto reciproco, selezionano le uve al loro arrivo e ne verificano i parametri di qualità: “Nel lavoro in cantina – fa notare Francesco – è importante il rapporto di collaborazione e fiducia con i colleghi. Siamo tutti nati e cresciuti nel territorio di Trapani e nessuno, meglio di noi, conosce le tenute dell’azienda e le sue uve”.

Eroe

Giovanni Ruggirello

Spronata da chi, da sempre, crede nella “epicità” della coltivazione estrema, l’azienda Firriato ha formato una squadra di uomini caparbi. Ognuno con il proprio carico di saggezza ha contribuito a concretizzare il grande sogno di Firriato: praticare un’enologia di eccellenza in Sicilia. Giovanni durante la vendemmia segue la pesatura delle uve raccolte e ne verifica il grado corretto al loro ingresso in cantina, per controllare che rispecchino tutti parametri attesi: “Siamo consapevoli – dice Giovanni – dell’importante compito che ci è stato affidato e ci impegniamo ogni giorno per ottenere i brillanti risultati che tutti si aspettano da una azienda come Firriato”.

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Enologo

Giovanni Manzo

Giovanni Manzo appartiene alla terza generazione di una famiglia di viticultori siciliani. La sua infanzia è trascorsa tra vigneti, cantina e bottaia. La sua vita è sempre stata scandita dai ritmi della cantina dei genitori e non c’è ricordo o emozione nella sua memoria che non sia legato a questa esperienza di vita. A 19 anni lascia la Sicilia per il Piemonte, terra di grandi rossi e della Scuola enologica di Alba, dove frequenta l’Università degli studi di Torino per il corso di Enologia e Viticultura della facoltà di Agraria. La passione diventa, impegno, studio, ricerca, professione. Con una borsa di studio raggiunge Bordeaux dove trascorre un periodo di approfondimento e di conoscenza enoica davvero esaltante, affinando competenze e palato. Poi torna in Sicilia e trova in Firriato l’azienda in cui poter sviluppare un progetto, allora agli esordi, centrato sull’Etna ed i vitigni autoctoni di quel territorio unico e impareggiabile. Il clima di fiducia e cooperazione che regna in casa Firriato ha portato Giovanni a potere esprimere liberamente le proprie idee, in un continuo confronto con Giuseppe Pellegrino, memoria storica dell’azienda insieme al Presidente Di Gaetano. La sfida del futuro per Giovanni è quella di tramadare il grande sogno produttivo di Firriato nel nuovo millennio, capire e anticipare gusti e tendenze dei winelovers di tutto il mondo, mantenendo sempre alto il nome di una cantina che ha fatto dell’eccellenza enologica il suo più grande vanto.

Enologo

Peppe Pellegrino

Peppe è un marsalese DOC. Nelle sue vene scorre vino, per tradizione di famiglia e per autentica passione di vita. Condivide, a tutti gli effetti, col presidente Salvatore Di Gaetano la memoria sensitiva di Firriato . Trent’anni fa, infatti, raccolse la sfida ed iniziò a lavorare gomito a gomito con la proprietà per dare sostanza ad una visione e ad una lettura “enologica” della Sicilia che,dopo sei lustri, continua ad essere attuale, prodiga di successi, innovativa. Peppe Pellegrino, sa benissimo che in cantina nulla si improvvisa. Il suo lavoro necessita di grande dedizione, costanza e conoscenza, di tempo e pazienza. Il suo pallino sono i vini bianchi e i vini spumante, rigorosamente metodo classico. E’ innamorato di alcuni vitigni, il Grillo innanzitutto. E’ un uomo riservato e di poche parole: preferisce esprimersi attraverso i suoi vini che assaggia rapito, immerso nel silenzio e fra gli odori della cantina; tra le botti sta lì impeccabile nel suo camice bianco, ricordando la sua vendemmia più difficile, la prima – con la consapevolezza che oggi gli basta semplicemente guardare la sua uva per intuire che annata sarà per Firriato.

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Agronomo

Tonino Santangelo

Unisce il valore di un’esperienza costruita nel tempo con la forza di una passione inaudita. Tanino Santangelo è un uomo fatto d’agricoltura, di giornate trascorse nei vigneti, accanto alle sue creature, sempre più belle e feconde. I brillanti studi agronomici lo portano, presto, a diventare uno dei giovani “studiosi emergenti” della Facoltà di Agraria e ciò che, allora, sembrava fosse un miraggio, è diventato il suo progetto di vita, la sua professione, il suo realizzarsi nel mondo. Oggi è un ricercatore affermato e un valente consulente vitivinicolo. Stare al fianco di un’azienda come Firriato, curarne gli aspetti agronomici di strategia, definirne i protocolli produttivi specifici per ciascuna tenuta, vitigno e porzione di vigneto, è per Tanino una sfida continua ma creativa e ricca di soddisfazioni. C’è fiducia in lui perché chi ama il proprio lavoro ci mette tutto se stesso nel conseguire i risultati sperati. Terroir e vitigni ma anche l’esperienza e il sapere dell’uomo. Questo è il segreto di una viticoltura di precisione, condotta metro su metro, ceppo per ceppo, tenuta per tenuta. Il suo è un lavoro di costante trasferimento di informazioni per gestire al meglio tutte le fasi del ciclo produttivo: in ogni singolo vigneto coesistono anche condizioni differenti per cui occorre un controllo continuo e una rapidità d’intervento. Tanino gestisce tutti i lavori in vigna, dall’impianto sino alla maturità produttiva delle viti e, nelle fasi più delicate, guida personalmente il team che mette in pratica le sue istruzioni. Grazie al suo lavoro, Firriato è riuscita ad aumentare i livelli di sostenibilità ambientale, approdando totalmente alla produzione di uve biologicamente certificate, di economicità nella gestione dei vigneti, riuscendo ad assecondare ai suoi progetti viticoli una natura straordinariamente generosa.